Poker Online
Breve storia del Poker Online
Cosa facevate nel 1999? Avevate già internet? Se sì, scommettiamo che non giocavate a poker online. Mentre l’industria globale del gioco online continua a crescere e il poker entra nelle nostre case ogni giorno di più, è piuttosto strano pensare che solo 10 anni fa si poteva giocare a carte solo al casinò o al tavolo della cucina. Cosa ancora più sorprendente è che le poker room che conosciamo e amiamo oggi siano diventate ciò che sono in così poco tempo. Come è potuto succedere tutto in così poco tempo? Per saperlo, dobbiamo tornare indietro, agli inizi del poker online
Gli albori
Tecnicamente era possibile giocare a poker online 11 o 12 anni fa, ma poiché gli unici a farlo erano un gruppo ristretto di maniaci del computer, è probabile che voi non lo faceste. A quei tempi, la grafica era ridicola rispetto a quella di oggi e l’intelligenza artificiale praticamente inesistente. Di fatto, ognuna di queste prime partite di poker online veniva giocata in chat (Internet Relay Chat (IRC) rooms) in formato di solo testo, più vicino a Pong che alla Play Station III.
Anche una volta che i progressi tecnologici hanno reso possibile un’imitazione decente del gioco dal vivo, non c’era propriamente la fila ai tavoli virtuali. Pochissimi si accorsero che nel 1998 Planet Poker divenne la prima poker room online del suo genere, circa sei mesi prima che il sito iniziasse ad attirare giocatori. Il poker online non aveva ancora vissuto il boom che era dietro l’angolo, ma si gettavano basi promettenti. Altri siti, come PartyPoker.com, iniziarono le attività nel 1999 e alcune persone a Wall Street e alla borsa di Londra si accorsero del potenziale dell’industria. Nel frattempo alcuni dei pionieri del gioco – persone come Greg Raymer e Chris Ferguson continuavano a lavorare per il suo sviluppo e iniziavano a vederne i benefici.
Gioco d’abilità?
Gran parte del dibattito nel governo USA sul futuro del poker online, gira intorno alla questione se il poker sia o meno un “gioco d’abilità”. Nonostante una definizione federale debba ancora decidere se il poker rientri nella fattispecie di “gambling online illegale”, molte poker room non osano ancora riprendere le operazioni. Alcune società al di fuori della giurisdizione USA hanno ignorato le possibili rappresaglie dell’UIGEA, ritenendo che per il governo americano non avrebbe avuto interesse ad occuparsi della questione fuori dai confini nazionali.
Rovesciare l’UIGEA sembra l’unica possibilità di sfuggire dalla situazione attuale e ci sono già stati alcuni tentativi in questo senso – uno di questi è stato il tentativo di introdurre un nuovo disegno di legge chiamato Internet Gambling Regulation and Enforcement Act. L’IGREA è visto come un tentativo di stabilire un quadro regolatorio coerente per il gambling online negli USA. Ma questa ed altre proposte di legge al momento sembrano essersi smarrite nei meandri della burocrazia.
E’ difficile dire dove sarà il poker online tra 10 o anche solo 5 anni, soprattutto ora con la crisi finanziaria che incombe. Una cosa certa però è che un’intera generazione si è appassionata al gioco e queste persone vorranno sempre giocare a poker per soldi nel confort della propria casa. Se farlo sarà facile o meno è un’altra questione, ma il futuro sembra promettente. Il sentire comune è favorevole al gioco online e ci sono sostenitori sia al Congresso che alla Casa Bianca.
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